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Osservatorio Beni Culturali 03/04/2025
Con la posa in opera delle inferriate che chiudono i porticati di Palazzo dell’Annunziata, la comunità perde un altro spazio pubblico in piazza Vittorio Veneto. Si tratta di un intervento dell’amministrazione Provinciale di Matera grossolano, e se confrontato con gli analoghi spazi in altre città, grottesco.

Nessuno a Bologna o Firenze e ovunque ci siano i porticati li ingabbia con le inferriate. Nello stesso modo esiste ovunque la stessa esigenza di preservare e presidiare questi spazi e, in molti casi, lo si fa con le telecamere.
Ma l’amministrazione Provinciale di Matera di fronte a qualche ragazzino che di notte incide il proprio nome sulle pareti dei porticati o in presenza di qualche urgente bisogno notturno in assenza di un bagno pubblico, decide di mettere la camicia di forza alla Biblioteca Provinciale. Un luogo pubblico aperto e di accoglienza per eccellenza.

Con le inferriate non viene solo annullata la continuità che creano i porticati tra piazza Vittorio Veneto e Palazzo dell’Annunziata. Viene anche soppresso il collegamento tra la stessa piazza e via De Blasiis che ritorna ad essere il classico "cul de sac", spazio cieco abbandonato alla propria sorte.

Dal punto di vista storico, i porticati nel ’700 costituivano il "parlatoio" del Monastero, vero e proprio filtro tra l’esterno e la clausura. Durante i lavori di recupero di Palazzo dell’Annunziata, i progettisti hanno reinterpretato i porticati come spazio urbano tra la piazza e la biblioteca.

Per questo intervento i progettisti del recupero della Biblioteca non sono stati interpellati. La cosa interessa anche il Comune e la Soprintendenza, di cui al solito non si hanno notizie. L’amministrazione Provinciale sta quindi procedendo da sè, stravolgendo delle funzionalità urbane di grande importanza per la comunità.
     
 
 
 
 
   
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