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MATERA > La Vergogna Nazionale Pagina 1 di 12  
   
MATERA
07. Ministero Beni Culturali
Il 24 settembre 1988 il Ministro dei Beni Culturali Bono Parrino decreta il vincolo monumentale per il Complesso Ex Convento di S. Agostino nei Sassi di Matera comprendente anche i giardini antistanti.
Nel 2001 la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata, approfittando di un fondo pubblico destinato alla valorizzazione degli ipogei sottostanti il Complesso, presenta un progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato e privato di 50 posti auto al proprio servizio all’interno di questo Monumento Italiano sfortunatamente sede della stessa Soprintendenza dal 1982.
Alla più vergognosa pagina nella storia dei Beni Culturali Italiani viene data attuazione nell’ottobre del 2006 con le ruspe che sbancano una area con 800 anni di storia e vissuto del popolo materano.
E’ lo Stato che viola le sue stesse leggi. Si apre di fatto la stagione della irreversibile modificazione di un patrimonio riconosciuto da tutto il mondo ma non dallo Stato Italiano. Cade l’ultima frontiera della decenza. Un danno incalcolabile per gli effetti che avrà su l’ultimo patrimonio rimasto per la città di Matera: I Sassi.
In 9.000 anni di storia nessuno ha osato toccare i Sassi di Matera tra Romani, Arabi, Bizantini, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Borboni e Savoia. Tutti hanno sempre eletto la città a luogo di eccellenza per l’uomo. Tutto questo cambia con la 2° guerra mondiale seguito dall’insediamento della Repubblica Italiana. Togliatti e De gasperi negli anni 50 parlano di Matera come vergogna nazionale prendendo per dato di fatto le condizioni di un popolo in ginocchio dopo la guerra, peraltro in balia di un nuovo assetto sociale e amministrativo fino allora sconosciuto.
Una stupidaggine, come se per 9.000 anni l’uomo avesse avuto piacere a torturarsi in un posto ostile e insalubre, ovvero l’esatto contrario della verità.
Tutti i Governi del dopoguerra si ritrovano un patrimonio inestimabile e imbarazzante che per decreto nel 1952 viene abbandonato a se stesso fino a quando l’UNESCO, ovvero il resto del mondo, nel 1993 riconosce ai Sassi, la vera città di Matera, lo status di patrimonio dell’Umanità.
Lo Stato concede solo un finanziamento di circa 50 milioni di Euro nel 1986 con la legge 771 per il recupero di una intera città.

 
 
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