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MATERA
23/12/2006  Lascia un commento
Roberto Cecchi a Matera
Venerdì 15 dicembre è venuto a Matera il Direttore Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali l’Arch. Roberto Cecchi a presentare il proprio libro:
I Beni Culturali - Testimonianza materiale di civiltà.

Siamo felici che questo sia avvenuto, soprattutto per aver finalmente ascoltato qualcosa che rende la dovuta credibilità e autorevolezza al lavoro svolto da un importante rappresentante del Ministero. Alla conferenza però erano assenti rispettivamente per motivi di salute e per impegni improrogabili i due rappresentanti regionali del Ministero, il Direttore Arch. Antonio Giovannucci e il Soprintendente Ing. Attilio Maurano.

L’Arch. Roberto Cecchi ci parla di come ha condotto l’ultimo intervento di restauro effettuato al Cenacolo Vinciano di Santa Maria delle Grazie a Milano ove è esposto e custodito il celebre dipinto dell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci, citando questo come esempio di quello che dovrebbe essere fatto negli interventi sui beni culturali ovvero agire considerando il contesto e non solo l’opera oggetto del restauro o dell’azione di tutela.

Nel libro l’autore scrive: "l’azione di tutela non deve essere circoscritta al singolo oggetto, ma deve rivolgersi all’intero ambito di cui è parte."

Il dipinto di Leonardo da Vinci è stato salvato dopo una serie di interventi invasivi grazie al fatto di aver compreso che la minaccia sul dipinto era costituita dall’umidità introdotta dai visitatori stessi e dal fatto che nel Cenacolo vi fosse una grave perturbazione dell’atmosfera prodotta dagli autobus della stazione vicino Santa Maria delle Grazie.
Oggi per vedere l’opera sono ammessi visitatori in gruppi di massimo 25 individui ogni 15 minuti e il trattamento dell’aria nel Cenacolo rende le condizioni ambientali ottimali alla conservazione del dipinto.

La testimonianza riferita dall’autore: "La conservazione del patrimonio culturale non passa solo attraverso operazioni tecniche sull’opera, sull’oggetto da salvaguardare ma dall’osservazione e dal controllo del contesto in cui si trova. Troppo spesso l’intervento di tutela mira a porre mano all’opera piuttosto che capire il perchè questa si trovi in un particolare stato di degrado"
 
 
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